Storie di donne

Questa è la storia di una grande donna e voglio condividerla con voi…

Linda Carmela Ricci nasce a Bari il giorno 10 gennaio 1955.

Era una bimba allegra, semplice, altruista, felice di vivere, amava i fiori, le farfalle e tutti gli animali, la musica, amava il mondo scrive di lei la mamma.

Il giorno 3 settembre 1967 Linda perde il padre al quale lei era tanto legata: per lei è un duro colpo.

La fine di quel mese di settembre dell’anno scolastico 1967-1968 frequenta la seconda media nella scuola Amedeo D’Aosta del rione Japigia, vince anche una borsa di studio (ha il massimo dei voti).

Il primo giorno di scuola conosce R.L. suo primo fidanzato che diventerà suo marito, padre dei suoi due figli e suo carnefice. A sedici anni Linda infatti rimane incinta.

Il 30 dicembre 1971, colpita pesantemente da R.L., arriva al pronto soccorso (accaduto pubblicato anche dalla Gazzetta del Mezzogiorno) e i medici le danno trenta giorni di prognosi.

Il 12 aprile del 1972 nasce la sua prima figlia.

Il 1 aprile 1976, nonostante tutte le difficoltà, Linda si rimbocca le maniche e trova lavoro come bidella in una scuola comunale a Poggiofranco.

Intanto, nonostante siano tanti gli spostamenti di casa in casa, Linda cerca di portare avanti la convivenza con il marito: un giorno di questi colpendola alla testa, le causa un distacco della retina che le cagionerà la perdita della vista da un occhio.

Nel frattempo Linda partecipa ad un concorso interno al comune e assume la qualifica di impiegata presso l’Ufficio Tributi (post mortem i famigliari riceveranno l’attestazione del raggiungimento del quarto livello).

Il 13 maggio 1981 nasce il suo secondo figlio, eppure continuano le violenze: nel gennaio del 1994 R.L. prova a strangolarla.

Nel 1995 Linda, cacciata di casa insieme al figlio dal marito, presenta denuncia ai carabinieri.

A marzo dello stesso anno R.L. la minaccia di morte in ufficio davanti ai colleghi, i quali presentano esposto alla Procura della Repubblica.

Il 21 luglio 1995 Linda viene uccisa dal suo carnefice con una pugnalata alla gola.

Questo è un racconto molto breve degli eventi che si sono susseguiti in quegli anni. Per rispetto della riservatezza della famiglia molto è stato tralasciato. Questa donna è stata tormentata durante tutto il periodo di cui si è narrato, ma ha portato sempre avanti la lotta per la sua crescita e per la protezione dei suoi bambini.

Si è volutamente scelto di tralasciare delle parti dalle quali trasparirebbe la superficialità da parte della forza pubblica rispetto al trattamento di questa situazione.

Allora erano altri tempi, la forza pubblica sottovalutava certe situazioni… erano quasi indifferenti! Ci sarebbe tanto da dire… racconta una persona a lei molto vicina che dice Linda oggi consiglierebbe ai ragazzi:

Prima di costruire una famiglia bisogna conoscere bene con chi farlo e bisogna realizzarsi nel lavoro anche

Fare Giustizia e tenerla nel cuore così

allegra, semplice, altruista, felice di vivere, amava i fiori, le farfalle e tutti gli animali, la musica, amava il mondo.
Per non dimenticare e Proteggere
Chiara Rita Palladino

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