Ansia: cause e probabili rimedi

Che si sia studiato nel migliore dei modi possibili o meno, un po’ di agitazione prima dell’esame è normale e produttiva. Nell’uso quotidiano, il termine stress ha assunto ormai delle connotazioni esclusivamente negative: in realtà lo stress è la risposta normale a qualsiasi evento esterno che provochi uno stato di “disequilibrio” personale e ha la funzione di mobilitare delle risposte, dei comportamenti che producano un nuovo equilibrio, come nel caso dell’esame. Lo stress quindi altro non è che lo sforzo psicofisico di adattamento alle richieste ambientali. Gli eventi in grado di provocare uno stress non sono necessariamente negativi, anzi anche qualcosa di atteso e desiderato può essere stressante. Tanto per fare degli esempi, uno studio americano sui fattori di stress annovera al primo posto tra gli eventi stressanti il lutto per la perdita di una persona cara, ma già al quinto posto c’è il matrimonio. Pochi posti più avanti abbiamo la nascita di un figlio e il Natale e in molti saranno d’accordo sul fatto che si tratta di due eventi positivi, ma certamente connessi a numerose necessità di adattamento. Nel caso dell’esame, la richiesta dell’ambiente scolastico o universitario, ad esempio, è quella di dimostrare di aver acquisito delle conoscenze/competenze: ciò che può generare stress è il timore delle conseguenze connesse al non superamento delle prove.
Bisogna a questo punto distinguere tra i fattori di stress, che sono le situazioni che provocano stress, e le risposte allo stress, ovvero i comportamenti, le reazioni fisiche e/o psicologiche a tali situazioni. Il modo in cui le persone reagiscono ad un evento è estremamente individuale e non è assolutamente detto che ciò che “stressa” una persona possa stressare in modo equivalente tutti gli altri. Le risposte fisiche e psicologiche ad una situazione stressante possono essere sgradevoli. Non tutti però sono ugualmente agitati quando devono sostenere un esame: il livello di disagio sperimentato dipende dalla percezione che la persona ha delle capacità che possiede per farvi fronte, quindi di esercitare un controllo sulla situazione. Anche l’ansia, entro certi livelli e in determinati contesti, è una componente normale della vita. L’ansia è quella spiacevole tensione data dal presagio di un pericolo imminente e di origine in gran parte sconosciuto. Come lo stress, anche l’ansia, se contenuta, può dimostrarsi un supporto utile di fronte alle difficoltà o ai compiti da affrontare. Nello specifico, l’ansia da esame è un tipo particolare di ansia da prestazione: un sentimento di apprensione che insorge quando ci si sente giudicati e valutati. Diversi esperimenti sul rendimento di studenti universitari hanno evidenziato come i risultati migliori siano ottenuti da coloro che provano un’ansia contenuta e che sono in grado di controllarla. Queste persone conseguono risultati migliori anche di coloro che non provano nessuna forma di ansia, in quanto hanno un livello ottimale di “attivazione” rispetto al compito. Ma quando l’ansia da esame assume dimensioni eccessive diventa un grosso ostacolo. Una forte ansia, infatti, può inibire le prestazioni intellettuali, ostacolare la concentrazione e la memoria, peggiorando notevolmente la performance dello studente.
Perché alcuni studenti avvertono maggiormente l’ansia da esame? Probabilmente perché, durante una prova, sentono valutate anche la loro intelligenza e le loro capacità personali anziché la sola preparazione. Tendono quindi a far dipendere la propria autostima dagli altri (in questo caso dal voto del docente).
Qualche consiglio per gestire e superare l’ansia.
Esercitare un controllo sul piano fisico
Metodi di rilassamento: training autogeno, meditazione, yoga.
Esercizio fisico.
Alternare lo studio con momenti di svago.
Quando possibile, studiare anche in gruppo: il confronto con altri studenti aiuta a contenere l’ansia.
Evitare di arrivare all’esame in condizioni fisiche non buone: un riposo adeguato, una dieta regolare ed equilibrata ostacolano l’insorgenza dello stress

Esercitare un controllo sul piano psicologico
Ricordarsi sempre che l’esame valuta esclusivamente la preparazione accademica e non la persona.
Ricordarsi che un esame non superato è un’esperienza comune a tutti gli studenti e che alcune prove possono essere umanamente difficili.
Evitare considerazioni negative del tipo: “Se non passo l’esame è la fine.”, “Non posso farcela”.
Acquisire quante più informazioni possibili sugli argomenti e le modalità d’esame: la conoscenza permette di anticipare le situazioni possibili e di sentirsi in grado di affrontarle.
Programmare adeguatamente lo studio per arrivare ben preparati: uno studio caotico e frenetico può essere fonte di stress.
Evitare il ripasso dell’ultimo momento.
E poi ricordatevi che finito un esame ed uno stress, c’è ne sarà un altro perché come diceva il grande “Eduardo De Filippo”: “Gli esami non finiscono mai”.

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