L’I.P.R. presenta il convegno “Le relazioni assenti” il 10 novembre a Caserta

L’Istituto di Psicoterapia Relazionale (I.P.R.) è stato fondato nell’anno 1990 dal prof. Luigi Baldascini.
Le aree di interesse dell’I.P.R. sono: la clinica, la ricerca e la formazione.
L’Istituto di Psicoterapia Relazionale è la sede della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Relazionale, riconosciuta dal M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca) ai sensi della Legge 56/89 art. 3; con sede a Napoli e a Caserta.
Le linee di ricerca su cui si è mosso l’Istituto di psicoterapia relazionale in questi anni sono state elaborate attraverso un’attività clinica pluriennale, operando principalmente su problematiche relative alle famiglie con pazienti psicotici, alla relazione terapeutica in rapporto agli stili di personalità dell’individuo, all’adolescenza come modello del processo evolutivo dell’individuo e alle modalità di intervento nei setting individuale, di coppia, familiare e gruppale. La ricerca sui diversi contesti clinici investe anche la formazione, consolidando così un modello specifico – psicoterapeutico e didattico – ispirato soprattutto al paradigma sistemico.
Il 10 novembre 2017 organizza un convegno di rilevanza scientifica presso il Grand Hotel Vanvitelli (per informazioni basta leggere la locandina allegata del convegno).

Circa le linee operative dell’Istituto e l’approccio di ricerca dei suoi specialisti, il prof. Luigi Baldascini, fondatore dell’I.P.R., ha dichiarato: “L’essere umano costruisce la propria personalità attraverso i rapporti interpersonali. Il percorso di crescita, dunque, non può prescindere dalle relazioni e, naturalmente, quelle con i propri genitori sono le più importanti. Quando parliamo di relazioni assenti non pensiamo solo alle assenze fisiche; nella nostra pratica di psicoterapeuti riscontriamo spesso che le persone significative possono essere fisicamente presenti ma assenti sul piano della generatività psichica. Per generare sul piano mentale sono chiamate in causa tutte le figure di riferimento adulte che nelle diverse fase del ciclo vitale dell’individuo entrano in rapporto con il bambino, il ragazzo, l’adolescente e il giovane adulto. In sintesi possiamo dire che per essere presenti nelle relazioni occorre quella disponibilità di ascolto empatico che consente al genitore, all’insegnante, al coach e a tutte le le altre figure significative di trasmettere valori sani che danno un senso pieno alla vita nel rispetto di sé, degli altri e del mondo”.

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