Uomini maltrattati: perché non se ne parla?

L’altra sera in pizzeria un amico mi ha fatto una domanda: ” Tu che ti occupi tanto di violenza sulle donne, ma se ne avessi bisogno io, a chi mi posso rivolgere?”.

Purtroppo non se ne parla, ma esistono molto casi di violenza fisica (graffi, pugni, calci, tirate di orecchie…), sessuale (ciò sorprende il senso comune), psicologica, economica ed atti persecutori, come per le donne e il fatto che non se ne parli può ricondursi che in passato, ed in alcune aree anche attualmente, il patriarcalismo e la misoginia hanno segnato un brutto periodo nella storia delle donne.

Penso però che oggi si debba andare oltre e che una Società civile debba accogliere le vittime di violenza domestica, a prescindere dal genere e dalle quantità. Penso inoltre che non se ne parli anche perché gli stessi uomini non ne parlano. Il maschio non lo rivela neanche al suo migliore amico. Il maschio si vergogna, teme di non essere creduto e deriso. Alla donna lo vedi anche in viso, per gli uomini è più difficile individuare dei segnali. L’uomo si vergogna e spesso non vuole uscire dalla relazione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce violenza domestica “il comportamento abusante di uno o entrambi i compagni in una relazione intima”. La definizione non fa quindi nessun riferimento al genere.

La Convenzione di Istanbul, ratificata nel 2013 riconosce che “la violenza domestica colpisce le donne in modo sproporzionato” e che ” anche gli uomini possono essere vittime di violenza domestica”. Nell’art. 3 precisa “violenza contro le donne e “violenza domestica”.

Questo servizio è operante da diversi anni negli stati membri dell’ Unione Europea e negli Stati Uniti, qui in Italia troviamo l’Associazione Ankyra di Milano, che se ne occupa,ed è oggi l’unico riferimento nazionale, insieme al centro vicentino CEAV, in grado di accogliere e supportare tutte le esperienze di violenza subita, a prescindere dal genere degli assistiti. E’ un Centro rivolto a donne e uomini maltrattati in ambito domestico e relazionale.

L’Associazione si costituisce nel 2013 dopo una disanima della letteratura internazionale sul tema e dopo un confronto con altri centri antiviolenza americani ed europei. Speriamo che tutte le Regioni ed i Comuni comprendano l’importanza e la necessità di finanziare un Servizio assente nel nostro Paese e concretamente stipulino una convenzione che sostenga questo tipo di lavoro.

Chiara Rita Palladino

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