La verità sulle origini di Shakespeare: era italiano!

William Shakespeare è famoso in tutto il mondo per essere il più grande scrittore inglese di tutti i tempi.

Una recente teoria, però, sembrerebbe smascherare le sue origini: questi, infatti, non sarebbe nato a Stratford on Avon,in Inghilterra bensì a Messina, in Italia!

A tal proposito, sin dal 1700, i letterati di Europa si sono interrogati circa le notizie biografiche del drammaturgo inglese, poiché non si è ritrovato nulla sulla sua istruzione, né qualcosa che unisca la sua vita e le sue opere a Stratford on Avon.

Inoltre, è anomala la circostanza per cui uno scrittore che nasce in un grande centro a nord-ovest di Londra, dovrebbe ambientare una delle sue commedie “Molto rumore per nulla” a Messina, colorandola di espressioni, doppi sensi e modi di dire – come “mizzica”, che solo un locale potrebbe usare con tanta precisione!

Pertanto, un professore di letteratura italiana dell’Università di Palermo, Martino Iuvara di Ustica, partendo da queste domande, ha diretto un approfondito studio sul drammaturgo “inglese” ed ha scoperto molto interessanti notizie! Infatti, il professore ha scovato che il 23 aprile 1564 (stessa data di nascita del noto drammaturgo), a Messina nasceva un tale Michelangelo Florio autore di “Tantu traficu ppi nenti”, e de “I secondi frutti” un volumetto di proverbi che conterrebbe molte citazioni riportate poi anche in “Amleto”.

Sembrerebbe, quindi, che il vero nome di William Shakespeare sarebbe Michelangelo Florio, figlio di Giovanni Florio e Guglielmina Crollalanza, che, essendo assertori del calvinismo, attraversarono tutta l’Italia settentrionale per sfuggire alla Santa Inquisizione, per poi rifugiarsi in Inghilterra.

Il cognome stesso, Shakespeare, non sarebbe altro che la traduzione letterale del cognome della madre di Michelangelo: Shake(Scrolla) – speare(lancia).

Secondo il professore siciliano, la chiave del mistero è proprio nell’anno di nascita dello scrittore: in quell’anno, secondo le biografie ufficiali, William sarebbe nato a Stratford da John Shakespeare e Mary Arden a Stratford; la data coincide con il giorno di nascita di Michelangelo Florio Crollalanza, che fuggì insieme alla famiglia a Treviso dove comprò casa Otello(un’altra singolare coincidenza).

Michelangelo studiò a Venezia, Mantova e Padova; questi viaggiò molto in Danimarca, Grecia, Spagna e Austria. Egli strinse amicizia con Giordano Bruno e con i conti di Pembroke e Southampton sotto il cui patronato, nel 1588, raggiungerà l’Inghilterra.

A Stratford si era già trasferito un cugino della signora Crollalanza che aveva già mutato il proprio cognome e che aveva avuto un figlio di nome William, morto prematuramente. Michelangelo, pertanto, avrebbe acquisito il nome da questo cugino, o ancor più semplicemente potrebbe aver tradotto solo il nome e cognome della madre. In ogni caso, una nuova identità era necessaria per Michelangelo per cancellare il suo passato da fuggiasco, obbligandolo però a nascondere le proprie origini.

Le ricerche del prof. Iuvara, inoltre, hanno riportato ulteriori intriganti coincidenze anche della vita privata di Michelangelo/William. Michelangelo, infatti, percorrendo l’Europa si innamorò di una giovane donna, Giulietta, ma – a causa dell’opposizione familiare– la ragazza si suicidò.

E non solo! Il prof. Iuvara ha cercato di rispondere a molte delle domande che gli storici si sono posti negli anni: come era possibile per un figlio di un guantaio (come la storia della letteratura riferisce) possedere l’immensa cultura classica che Shakespeare dimostra? Come faceva a descrivere esattamente i luoghi, i paesaggi, le persone? Perché non è mai stata messa a disposizione dei biografi la sua biblioteca?

Ma soprattutto perché le prime opere di Shakespeare sono state tradotte per essere messe in scena al teatro in legno “The Globe”?

Altre insolite coincidenze? Nei registri scolastici di Stratford non appare il nome di nessun William Shakespeare. E neanche i registri del Club Inche Shakespeare frequentava lo menzionano, salvo il fatto che, invece, in questi elenchi compare Michelangelo Florio.

Alla luce di tutte queste circostanze sembrerebbe più che attendibile la teoria del professore siciliano Iuvara che attribuisce a Shakespeare origini italiane.

Questa notizia è apparsa anche sul famoso quotidiano inglese “The Times”, che così scriveva: «Il mistero di come e perché William Shakespeare sapeva così tanto dell’Italia ed ha messo tanto dell’Italia nelle sue opere (15 su 37 delle sue opere sono ambientate in Italia) è stato risolto da un accademico siciliano pensionato. La questione risiede nel fatto che Shakespeare non era affatto inglese, ma italiano».

È evidente però che, al di là di ogni scettiscismo costruttivo, vi sia l’oggettiva difficoltà degli inglesi ad ammettere che il drammaturgo più noto di tutti i tempi, il loro letterato più autorevole, non sia britannico doc!

Livia Aulino

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