Un popolo di furbi

Ogni giorno dobbiamo misurarci con un esercito di furbetti che, con il loro atteggiamento inquinano e non poco il vivere civile e l’immagine che diamo del nostro Paese. Li possiamo dividere in due grandi categorie: gli italioti (= italiano + idiota) e gli opportunisti ingrati.

Alla prima categoria, quella degli italioti, appartengono quanti si pongono autonomamente al di sopra della legge, incuranti se questo comporta scavalcare gli altri e i loro diritti. Pensiamo a quanti con spavalderia guidano con una mano al volante e uno allo smartphone, mettendo a repentaglio non solo la loro, ma anche la sicurezza (se non la vita) degli altri. O a quanti guidano senza cintura, quasi fosse un optional destinato agli stupidi. E vogliamo parlare di quelle mamme che guidano con il bambino in braccio? Un atteggiamento davvero poco materno e tendenzialmente criminale. Poi ci sono quelli armati di furbizia opportunisticache con un motivo od un altro tendono sempre a superare la fila alla posta, alle casse dei negozi, al bar… e non raramente evitano di pagare tasse e assicurazioni automobilistiche. E in caso d’incidente con simili individui, potete dire tranquillamente addio ad ogni forma di risarcimento. Poi ci sono tutti quelli che in un modo e nell’altro tendono a truffare lo Stato, con l’inevitabile ricaduta economica sugli onesti.

Alla seconda categoria, gli opportunisti ingrati, appartengono conoscenti amici e parenti, sono quelle quella tipologia di persone che nelle relazioni cercano sempre l’interesse personale. Mi siua consentita una piccola premessa prima di parlare di questa categoria. Nutro grande ammirazione per quanti sanno cogliere e mettere a frutto le opportunità che la vita offre, soprattutto se riconoscenti del bene ricevuto: “non ho mai visto che uomini eccellenti fossero ingrati”(Goethe). Nessuna stima per gli “opportunisti-ingrati”, il cui unico scopo è ricavare un qualsiasi profitto dagli altri. Adulatori, abili trasformisti invidiosi ed egoisti, improntano le loro relazioni su un’unica logica: “l’altro vale finché serve e nella misura in cui serve”. Gli opportunisti ingraticon la mano destra prendono e con la sinistra ricambiano con l’ingratitudine, in quanto coloro che li hanno aiutati sono i testimoni della loro debolezza. Ricordiamoci del consiglio di Umberto Longoni: “Liberatevi dalle persone parassite che vi stanno addosso succhiandovi energie, idee, tempo e vita. Da opportunisti, avari, avidi e superficiali che sfruttano le vostre mancanze di sano egoismo”. Liberarsene non è facile, sanno mimetizzarsi e ci si accorge di loro quando è sempre troppo tardi!

Alla base del comportamento sia degli italioti e sia degli opportunisti ingrati, c’è la cazzima, così descritta da Pino Daniele: “Già, “’a cazzimma”. Chi non è napoletano e non ha mai avuto modo di sentire questo termine, si chiederà giustamente di che si tratti. Ebbe’, “cazzimma” è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti […]. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè”(P. Daniele, Storie e poesie di un mascalzone latino, Napoli, Pironti, 1994, pp. 52-53).

Pierpaolo Blasucci

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