La grande retropettiva di Maurits Cornelis Escher, ospitata al PAN-Palazzo delle arti di Napoli

 

Si conclude il 5 maggio una delle mostre d’arte più belle cha abbia mai visto, la grande retropettiva di Maurits Cornelis Escher, ospitata al PAN-Palazzo delle arti di Napoli.

Per la prima volta nel capoluogo campano,un evento che ha battuto ogni record di visitatori, pur avendo un biglietto di entrata non poco caro. Sono state presentate – oltre alle opere iconiche dell’estro escheriano – anche un’ampia sezione dedicata all’influenza che il suo lavoro e le sue creazioni hanno esercitato sulle generaziomi successive, dai dischi ai fumetti, dalla pubblicitàal cinema:un percorso di 200 opere che parte da Escher per arrivare ai giorni nostri.
Osservare un’opera del genio olandese è come entrare in un mondo irreale, dove le regole abituali che disegnano prospettive, geometriche e simmetriche, lasciano spazio a scale senza fine , volatili si fondono in un cielo a scacchi e riflessi si ripetono all’infinito. Le opere di Escher sono rebus senza soluzione, che lasciano gli spettatori esterefatti.
Una delle opere più note è sicuramente “Relatività” (1953), non vi nascondo l’emozione nel vederla, in cui uomini senza volto percorrono le stanze di una villa canonici punti di riferimento con cui misuriamo lo spazio (base, altezza,profondità) si mischiano e si fondono.
Altra opera, che sicuramente conoscete, è “Mano con sfera riflettente”(1935) che rappresenta un autoritratto dell’artista e dove la mostra consentiva di fare delle foto davvero divertenti.
Ma la mia opera preferita rimane “Giorno e notte”, dove due strormi di uccelli di colore bianco e nero si incontrano e si fondono l’uno con l’altro, formando un’elegante scacchiera in equilibrio tra il giorno e la notte. Gli uccelli di questa opera li troviamo durante tutto il percorso.
Il giro è durato quasi due ore e oltre alle opere che si potevano seguire con l’audioguida, in vari punti c’è la possibilità di giocare, sia per gli adulti sia per i bambini, con vari giochi ispirati all’artista e alla sua genialità.
Per chi se la fosse persa, potrà pur sempre andare in Olanda al ‘Escher nel Palazzo’ (Escher in het Paleis) dove c’è una mostra permanente in un’antica reggia della Famiglia Reale, nel centro storico dell’Aia oppure approfittare delle altre mostre in giro per il mondo (attualmente ci sono ad Oporto e New York), sperando che torni presto a farci visita.

Chiara Palladino

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